giovedì, 16 aprile 2009




'Bisogna prendere questo [l'essere sfollati] come un camping di fine settimana'
(Silvio Berlusconi)


Secondo me non si tratta di censura. No, no. Non è che Berlusconi fa in modo di sospendere Vauro da raidue perchè teme ripercussioni negative sul suo consenso elettorale, niente affatto. E' che Belrusconi è invidioso, tutto qui. Lui avrebbe voluto fare il comico e invece non è in grado di far ridere nessuno e allora uccide la concorrenza. Povero Silvio incompreso. Forse dovrebbe chiedere a Bondi di scrivergli le battute, magari scopriamo un talento.

Torno a CyP3A4 e romanze.

[Sondaggio: Berlusconi con l'elmetto in testa somiglia a...?]

Nuz Dixit [ 15:26]
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giovedì, 02 aprile 2009

Mancano 33 minuti alla prossima puntata di House per cui devo impiegare il mio tempo con qualcosa di costruttivo. Se mi metto a studiare, come succede da una settimana,  arrivo a ‘ed è per questo che la nicotina è una sostanza d’abuso’ e mi fermo. Ho letto due volte tutto il programma ma non sono mai andato più avanti di lì. Odio l’acetilcolina. E con lei i serpenti, i funghi, gli indiani e il buscopan. Chissà se c’è il test di facebook ‘quale neurotrasmettitore sei’ o ancora meglio ‘quale psicofarmaco sei’...io fluvoxamina, grazie. Cioè non che mi serva un antidepressivo, assolutamente no, è solo che mi piacerebbe esserlo. C’è sempre bisogno di serotonina nel mondo. Non sarebbe bellissimo se esistesse una pillolina magica per qualsiasi minimo problema mentale? ‘sai oggi sono triste’ – ‘beh, prendi il sollievor’ – ‘vedi, non riesco a non mangiare’ – ‘eccoti antiana’ – ‘devo toccare per forza quella maniglia se no domani impazzisco, mi drogo e lo zio lupo viene a mangiarmi’ – ‘ho qui per te il compulfri’ – ‘mi maltrattano sul lavoro e non riesco a farmi valere’ – ‘eccoti servito il fanculizem’ e così via. E no, i nomi non sono stupidi perchè se esiste il BENUR contro l’ipertrofia prostatica, posso inventare quello che voglio senza sembrare ridicolo. Chi l’avrebbe mai detto che sarei arrivato ad un certo punto della mia carriera di studente in cui non posso escludere una specializzazione in psichiatria? l’unico problema sono i pazzi. Ma perchè non si può fare il medico a prescindere dai pazienti? Tu vieni da me, ti faccio l’anamnesi, ti mando a casa, studio studio studio, ricerco ricerco ricerco, trovo un farmaco adatto e te lo spedisco per posta. Sarebbe fantastico, niente più vecchi intorno. E neanche i pazzi, ovvio. E visto che questo è un post in cui si salta palesemente da un argomento all’altro (ed in cui si cominciano i periodi con ‘E’ alla faccia della maestra Antonietta), Ravenna è una delle città più brutte d’Italia, con tutto il rispetto per Catanzaro. Ed è pure l’unica città in cui non ho senso dell’orientamento. Se non fosse stato per Dante e per i mosaici Ravenna starebbe nelle Marche, come Recanati. A Ravenna c’è un albergo con un nome insolito dove ti chiamano in camera il primo giorno per farti scendere alla reception a pagare; poi ti danno un permesso per la ztl che però diventa ‘solo per alcune ztl’ quando ti fanno la ricevuta prima di partire. In questo albergo però ha fatto abbastanza freddo per non allontanarci, di notte. Diciamo che in generale a Ravenna ha fatto abbastanza freddo perché tu mi dimostrassi (non che ce ne fosse bisogno, sia chiaro, ma tant’è) ancora una volta di meritare un inchino e un applauso per quello che c’è in quella tua testa senza più il caschetto. E io l’ho saputo fin dall’inizio, da quando parlavamo di formiche e di terrazzi, che mi avresti stupito. Lo so che non mi credi obiettivo, che la tua consapevolezza a riguardo ha una cinetica quantomeno oscillatoria (non dire che faccio il secchione), ma ogni volta che ti guardo ‘tutto serio’, proprio quando ti chiedi ‘quali siano i mille giri nella testolina roscia’, io non faccio altro che stupirmi ancora un po’. E tu non lo sai e mi sorridi. E io ti dico che ti amo.

Nuz Dixit [ 00:29]
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giovedì, 05 febbraio 2009



Arte postmoderna: E' il soggetto a prendere le forme del ritratto. Nasce così la FixingNetArt, una meravigliosa sintesi tra moderno e retro. Entro breve il sito internet.

Nuz Dixit [ 12:46]
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venerdì, 26 dicembre 2008

Questo post ha una sola ed unica funzione: riempire il mio tempo in attesa che lei mi richiami. Sono nella terra sperduta dal nome imprecisato dove congiunture astrali hanno deciso di far risiedere i miei parenti. Per cui, avendo accesso negato alle stanze da letto dove qualcuno dorme, al piano di sotto dove non prende il cellulare (siamo pur sempre nell'ultimo paesino d'Italia) e non trovando diversivi validi nè sul balcone nè in bagno, mi tocca il computer. [controllo il cellulare: nulla. bene, inventiamoci qualcosa da dire] E' stato un prenatalizio diverso dal solito: senza livatts (ma prima o poi ci andremo) e con giornate interminabili di 18 ore fuori casa a cercare regali e a provare concerti di cui uno, quello in cui io non avevo nessun ruolo, non è venuto neanche tanto bene. Non che io abbia fatto chissà che nell'altro eh, però mi sono divertito. [magari il cellulare non vibra, vediamo...niente.] Non parlerò nè di cetrioli nè di Hans Christian Andersen per evitare spiacevoli conseguenze, mentre per quanto riguarda i regali di Natale li riassumiamo in due parole: un bel po' di soldi e un fantastico proofloops da parte sua. Molto più che soddisfatto. [mi è appena venuto in mente che probabilmente quando lei mi chiamerà io andrò a chiudermi nella prima stanza vuota non avendo il tempo di pubblicare questo post. Tutto ciò quindi è completamente inutile e per questo continuerò] [cellulare? no, niente] Un'altra cosa che mi è venuta in mente è che probabilmente sono molto vicino dall'uccidere non tanto questo ragazzino febbricitante che piange da due giorni ma piuttosto sua madre che non capisce che urlargli contro e lasciarlo davanti alla tv da solo non aiuta nè lui nè noi. Per fortuna domani torno a casa. Vogliamo parlare del 2008? Forse sarebbe meglio concentrarci sulla nebulosa ed incerta sessione d'esami di gennaio? E perchè non discernere della madonna di un metro d'altezza che mia nonna ha opportunamente sistemato nella sua camera da letto con tanto di lumini e altarino? ('io la volevo fare a grandezza naturale, ma mi hanno detto che non era il caso...') [niente telefonate. mia zia si avvicina nella penombra con passo incerto e volto interrogativo. mi vede. 'ah, pensavo che stessi...' va via.] 0.31. Francesco, piccolo bimbo piangente, miserere nobis. [squilla!] [Pubblica il post.]

Nuz Dixit [ 00:35]
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domenica, 14 dicembre 2008




Egregio Dott. Ryke Geerd Hamer,

Le scrivo per sottoporle l’interessante caso che mi riguarda personalmente. Il giorno 13 dicembre 2008 verso le 18 circa la mia ragazza
Valeria H. (numero 14 della Cabala, 28 della Smorfia) è caduta dalle scale della sua stanza battendo la testa in zona temporo-parietale contro una porta di legno, riportando un discreto edema sottocutaneo e lamentando nelle ore successive cefalea ed un leggero stato confusionale. So perfettamente che secondo le sue teorie della Nuova Medicina, l’edema rappresenta un conflitto non risolto con l’animale di famiglia e che, sempre secondo le sue teorie, il 17 non porterebbe affatto sfortuna ma anzi funzionerebbe da eccellente coadiuvante delle funzioni digestive al pari di Debussy, ma le assicuro che il bernoccolo è dovuto esclusivamente alla caduta. O meglio, mi perdoni, alla reazione negativa del cervello alla caduta la quale, così come l’HIV, ci aiuta a risolvere i piccoli-grandi problemi della vita quotidiana nonostante noi, ingiustamente e meschinamente, continuiamo ad accusarla di attentare alla nostra incolumità. Ritornando alla mera cronaca, la paziente passa la notte in bianco a causa del persistente mal di testa e trascorre invece gran parte del giorno successivo a dormire. Appena sveglia vomita ripetutamente e, dopo avermi ragguagliato sul suo stato di salute, fa in modo (non per sua colpa) di risultare completamente irraggiungibile. Si figuri, esimio Professore, cosa sono arrivato a pensare! Il dinosauro della vecchia medicina che, me lo lasci dire, ha mietuto sin troppe vittime al contrario di lei, ci imporrebbe di considerare quanto segue: se dopo un trauma cranico il paziente presenta cefalea ingravescente, vomito e stato confusionario a distanza di ore o giorni dall’incidente, si deve prendere in considerazione l’eventualità di un edema subdurale che va immediatamente trattato per limitare i danni che, come sa, possono essere anche molto gravi; per cui io, povera vittima delle conoscenze mediche assassine, mi sono precipitato a casa sua terrorizzato. Fortunatamente però, Valeria H. in realtà stava bene e i sintomi sono pian piano spariti  quando sono arrivato da lei. E qui finalmente veniamo al punto, al motivo per il quale la sto interpellando: la fallace medicina tradizionale (e forse così non meriterebbe neanche di essere chiamata) ha spiegato il tutto con una semplice diagnosi di leggerissima intossicazione da ibuprofene e paracetamolo, raccomandando alla paziente di non assumere medicinali, o sostanze che potessero affaticare il fegato, nelle ore successive. Fegato?? Ancora con questa storia che il fegato metabolizza le sostanze tossiche? Ancora co ‘sta storia che il fegato esiste?? E’ qui che mi indigno caro Hamer, ma possibile che ancora non abbiano capito che il cosiddetto fegato dovrebbe chiamarsi ‘sistema nervoso epatico’ essendo questo nient’altro che una branca dell’SNC? Possibile che non abbiano letto della sua paziente con il cancro al fegato che lei ha curato e che poi è morta perchè il potere della Luna l’ha disgraziatamente colpita? Io non posso credere che esista ancora tanta ignoranza! Tornando a noi, quello che volevo chiederle è semplicemente la verità; mi dica, professore, cosa realmente è successo, quale trauma ha fatto sì che il corpo reagisse in quel modo. Io ho umilmente provato ad ipotizzare che si sia trattato della ripercussione di un evento che ha segnato la sua infanzia: la triste fine del suo gatto Gesù morto avvelenato dopo aver divorato un esca a forma di topo Stargazer ripiena di acido kainico. Nell’attesa di un suo pronto ed illuminante riscontro, le porgo Distinti Saluti.

LDN (Cabala:18 Smorfia:20)



Sembrerà strano ma è tutto vero: esiste il dottor Hamer , esistono il topo Stargazer e l’acido kainico e la vicenda narrata è successa davvero. Penso che non avrò mai più paura di quanta ne ho avuta oggi, mi ci vorranno giorni credo per riprendermi: prometto che sarò più buono d’ora in avanti e non solo a natale. C’è solo una cosa che continuo a chiedermi: avremo fatto del male a qualcuno? C’è da qualche parte nel mondo qualcuno che sta organizzando questi grandi scherzi alle nostre spalle? Qual’è l’obiettivo? Un infarto prima dei cinquant’anni? Forse dovremmo chiedere aiuto a lei.


(Cliccate sui grassetti, riderete.)

[La Chiesa Cattolica invita gli studenti di medicina a diffidare dell'Abbas, libro di immunologia, poichè contiene evidenti messaggi subliminali.]



Nuz Dixit [ 23:34]
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venerdì, 24 ottobre 2008

Io odio il tuo stupido mac. Lo odio. Lo odio tantissimo. Perchè sono qui, con una tua maglietta addosso, seduta alla tua scrivania, a postare sul tuo blog (esubero di roba tua, d'altro canto sono tua anch'io) e questa sciocca tastiera ha disinterpretato qualcosa e mi ha cancellato il post. OH UFFA.

Beh d'altronde erano cavolate.

E' che questo blog è così desolato -_- insomma, era dal trentuno agosto che non partorivi nulla...e ecco...io...io...io...voglio dire, quando abolisti il pierrot emo per l'ambigua palla hai scritto qualcosa sul mio, dunque eccomi qui.

Perchè tra poco dovrai portarmi a casa e a me non va.
Perchè stamattina - ahem!
Perchè c'è silvano che mi guarda e il tuo teschio mi ammicca e io mi sento un po' stupida e non so cosa scriverti se non forse che...vabbè. Ti amo.

Perchè guardando House mi sono accorta che ormai ho preso questa posa, con le gambe sdraiate in braccio a te e i piedi incrociati sul tuo bracciolo - ogni volta che guardiamo qualcosa al pc, lo faccio sempre.
Perchè sono riuscita a prendere abitudini in questi nostri pochi mesi.
Perchè sei geloso anche delle  mosche di casa mia. Perchè dobbiamo andare, è tardissimo!!!

Ti amo.
Vale

Nuz Dixit [ 15:26]
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domenica, 31 agosto 2008

E’ che stavo studiando la sintesi del glicogeno in attesa del ciclo di Krebs ma la concentrazione è andata via e allora mi sono messo a scrivere; è che stanotte faceva caldo come a luglio quando ci siamo conosciuti: siamo stati ‘conoscenti’ per quanto? Dieci minuti? Nemmeno. Forse per il tempo intercorso tra la lettura del suo primo commento e la mia risposta e poi la sua e la mia ancora e già venti volte che guardavo in lungo e largo il suo deviantart e già che parlavamo di vita bohèmienne e cretinate varie e io che cercavo una scusa per dirle di vederci. Mai stati amici, neanche per un istante. E per fortuna che Laura mi ha costretto a prendermi il suo contatto (l’avrei fatto comunque eh ma con i miei tempi biblici) e ‘sa dirmi, scusi, qual’è l’osteria dove un pittor lavora?’ e ‘ah ma senti perchè non vieni venerdì alla presentazione?’ ed i pomeriggi seguenti passati su msn e la scommessa e io che aspettavo con la busta della Feltrinelli e ‘scusa il ritardo, scusa tantissimo’, la prima di tante, dolcissime, inflazionate scuse. Dieci secondi dopo era già troppo tardi. La prima volta è stata al baretto col vaso addobbato a festa, illuminato di rosso come la carta del Libro: ma sarebbe stato troppo presto e noi troppo in imbarazzo e allora ho rinunciato. Poi c’era sempre il Libro e una dedica ed eravamo di nuovo soli e quella è stata la seconda volta ma anche lì mi sembrava troppo presto e allora niente, buonanotte e grazie di tutto. E poi diecimila domande e ‘comunque allora se sclero completamente e inizio a correre verso il mare per buttarmi in acqua verso le 10 di sera ti chiamo’  e io ancora dubbi e lei ‘via degli orti di Cesare. Io porto l’isolante per la X per terra’ . La terza volta è stata quando mi ha aperto lo sportello al semaforo ma anche lì era troppo presto. Forse. ‘Ti piacciono le ciliegie?’, quella è l’ultima di cui tengo il conto e per cui non ho una giustificazione plausibile. ‘Ti autografo il braccio’ e non era presto. Affatto. ‘Io me lo sarei anche preso’ ed a quel punto era assolutamente tardi. Ma non troppo, grazie al cielo.  
A volte vorrei ricominciare tutto da capo, rivivere ogni minuto di quelle cinque estenuanti ore di attesa tra fontane e cervi volanti. ‘Mi lasci in preda agli insetti o mi accompagni al portone?’. Non riesco a ricordare un momento in cui non fosse chiaro che sarebbe andata così. ‘Spero tanto di non sfiorire lì sui monti, per tua assenza. Sono state le quarantott’ore più belle dei miei giorni’.
Quasi due mesi e ancora, a volte, mi chiedo se sia vero. ‘Ero così emozionata quella sera’.

E’ che stanotte faceva caldo come a luglio quando ci siamo conosciuti.

Nuz Dixit [ 14:17]
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domenica, 20 luglio 2008

Un mese fa facevo l’esame di Lettura della Partitura, alla faccia di tutti gli incapaci che nella storia hanno provato ad insegnarmi qualcosa riuscendo solo ad affossare il mio talento; un mese fa ho avuto la prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che Simone è il Maestro perfetto per me. Un mese fa, al ritorno dal conservatorio, dirigevo l’Eroica in macchina tra una marcia e l’altra, con la mano sinistra divisa tra attacchi, dinamiche e volante: ero sugli allori e sapevo che avrei spaccato il culo ai passeri. Un mese fa non avevo idea di chi fosse Lei.

Lei, magliettina bianca e borsona verde che attraversa via Cavour senza guardare e quasi la investono mentre si scusa per il ritardo. Lei che legge la dedica. Lei con un sacchetto di ciliegie ed una fontana di ninfee nel giardino. Lei sotto al portone che il bacio se lo sarebbe anche preso. Lei ed il sorriso con la testa bassa. Lei ed il suo accento e la sua erre. Lei e gli occhi di Villa Borghese. Lei e la cantina e i ragni che non c’erano. Ed il collo scoperto dai capelli e la bocca aperta appena appena a ricordare che Lei ha vinto su tutti. E le è bastato un attimo.

Scusate, è la nostalgia delle nostre prime due intensissime settimane ora che Lei è partita. Ancora sei giorni prima che io la raggiunga, che sembreranno pochi, ma vi assicuro che sarà un tempo interminabile.
Scusate ancora ma io ho completamente perso la testa per Lei e mi manca da morire.

Nuz Dixit [ 01:52]
[commenti (11)]

giovedì, 10 luglio 2008

Buongiorno. Mi chiamo Alcide Mazza Spezzani e come tutte le persone con due cognomi faccio valere i miei diritti: dall’alto della mia autorità anagrafica ho deciso di mettere per iscritto le mie idee verbali in campo musicale, sicuro di suscitare la vostra curiosità e la vostra ammirazione. Il carattere perentorio insito nella natura di questo scritto, che si presenta appunto come un Manifesto di intenti, non lascia spazio a critiche di alcun genere: o lo si condivide, e allora ben vengano il confronto ed il dialogo, oppure non si è d’accordo ed in tal caso la vostra opinione, per quanto valida perchè formulata da mente umana e giustamente scritta come un libro di testo delle medie, non sarà presa in considerazione. Segue l’elenco autarchico dei dieci punti in cui si articola il mio scritto:

1) La musica è riservata: se c’è gente, se ne va.
2) La musica probabilmente non esiste: l’unico testimone che giurava di conoscerne perfino l’indirizzo è crollato miseramente nelle prime settantadue ore di interrogatorio.
3) Nessuno sarà mai in grado di ascoltare davvero un brano musicale: non basta il silenzio delle 3.46 per apprezzare un suono. La coclea è un’invenzione del potere.
4) Tutti noi pagheremo cari cinque secoli di storia della musica.
5) Non è possibile obiettare a qualsiasi dei dieci punti con frasi del tipo: ‘ma..io...veramente credevo che...’  
06) Per il punto tre, è chiaramente inutile andare a sentire i concerti: a meno che, certo, non vi piaccia guidare.
07) Eh già.
08) I musicisti contemporanei devono iniziare a sforzarsi di comunicare con un pubblico che, se ci fossero stati, i messaggi se li sarebbe anche presi.
9) Non si può ridurre la musica a giudizi di tipo soggettivo: non è cibo, non è come chiedere ‘ti piacciono le ciliege?’
10) Si aborrisca ogni tentativo di sminuire la propria cultura in campo musicale. Non si pronuncino più frasi del tipo ‘ho ascoltato solo oggi questo pezzo per la prima volta’ oppure ‘ho visto oggi il tuo deviantart’.
11) Punto a sorpresa: Lei è la prima e l’unica che abbia obiettato sui cellulari in ‘gunaikos’ del ’77.


Tutto chiaro ora?


Nuz Dixit [ 13:02]
[commenti (7)]

domenica, 29 giugno 2008

Ho un segreto da confidarvi. E’ una cosa molto personale, c’è voluto del tempo perchè io maturassi la decisione di renderla pubblica tramite il blog, ma sono assolutamente deciso che sia giunto il momento di farlo. Non è facile per me un passo simile, cercate di capirmi e perdonatemi se tentenno un po’ nel confessarlo e promettete fin d’ora che qualsiasi cosa sia sarete pronti a confortarmi. Sono risoluto, sarò breve e conciso, poche, lapidarie ma inequivocabili parole: fa caldo.
Ho meditato di rinchiudermi nel frigo almeno qualche ora al giorno, tanto non riesco neanche a pranzare quindi svuotarlo non mi sembra un problema; c’è pure la lucetta quindi volendo potrei anche studiare. Eh già. Superata la fase di incertezza sull’ordine cronologico degli esami con una democraticissima estrazione tra due degni rappresentanti delle materie, spermatogoni, tubuli e condottini varii sono diventati gli amici con cui condividere questo clima confortevole; o almeno sono candidati a diventarlo, vista la giornata di oggi in cui la mia fantasia distrattoria ha dato il meglio di sè: ho dovuto, nell’ordine, combattere con le formiche che minacciavano di entrare dal terrazzo (poi qualcuno mi spiegherà perchè queste stronze vengono fuori unicamente quando sono a casa da solo),  scrivere la risposta al tema di una romanza, farmi una doccia, restare sbalordito per la ricomparsa dei deliziosi insetti, prendere provvedimenti drastici contro la nuova minaccia d’invasione, pensare, scrivere la ripresa del tema della romanza, avere caldo, avere più caldo, intrattenere importanti conversazioni su msn, giocare alle preziosità di facebook, accorgermi con terrore come il patrimonio genetico delle formiche sia mutato favorevolmente (per loro), scrivere il secondo tema della romanza, farmi un’altra doccia e persino scrivere questo post. Non ho avuto un attimo di tempo per dedicarmi alla mia adorata materia di studio: chissà se la rete testis saprà mai perdonarmi. In fondo credo di sì, d’altronde solo ieri abbiamo scoperto che sono tutti cattolici ferventi e praticanti.

Venerdì 4 luglio alle 20,00 da Flexi a via Clementina, 9 (metro Cavour) ci sarà l’evento dell’anno. Il Vate, nonostante i nostri ripetuti inviti a desistere ed a preferire una spensierata giornata di mare, presenterà Dirammarzia, il suo grande successo. Purtroppo non siamo riusciti a trovare i suoi giornaletti preferiti per corromperlo a disertare, non è bastato neanche andare fino a Torino per portargliene altri. L’evento avrà dunque luogo ed il Poeta vi parteciperà; inoltre saranno messi in palio cinque premi da mille euro l’uno che saranno assegnati a sorteggio al pubblico presente in libreria. Gli amici diversamente sessuati potranno avere la possibilità di conoscere di persona Marzia, i più spiritosi di voi apprezzeranno senz’altro le nostre improvvisazioni, i fan della tr!pod avranno la straordinaria occasione di poter prendere un caffè con tutti i protagonisti delle storiche produzioni ed infine i più fortunati potranno portare a casa uno dei premi. Certo, se poi non appartenete a nessuna di queste categorie ma magari vi piace la letteratura...magari vi incuriosisce sentir leggere il Poeta, magari ancora non avete comprato il libro oppure lo vorreste con l’autografo...venite pure eh ci mancherebbe...vi faremo sedere in fondo, non si vede niente ma si sente benissimo. Mi raccomando, sarà un'ottima occasione, perchè sprecarla?



Nuz Dixit [ 23:45]
[commenti (15)]



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